"Leggi e scrivi" -  vol.2 (preA1 - C)


PRESENTAZIONE... (da Leggi e scrivi vol.2)

 “Le parole e le frasi, esse, in sé, ci si offrono come mezzi per esprimere ogni senso possibile, per raggiungere persone d’ogni tipo,

per realizzare ogni fine.

Tuttavia, lo spazio in cui ci muoviamo con frasi e parole, lo spazio linguistico, non è il caos. Ci sono degli ordini. Sapere usare le parole significa essere consapevoli sia di questa grande libertà che le parole ci danno sia dell’ordine, o meglio degli ordini, dello spazio linguistico”.  

Tullio De Mauro  - Guida all’uso delle parole - Parlare e scrivere semplice e preciso per capire e farsi capire - Roma, Editori Riuniti - 1980

 

Il percorso delineato dal progetto “Leggi e scrivi” si arricchisce di un secondo volume, destinato ad adulti non madrelingua in via di alfabetizzazione attraverso la lingua italiana. Vale la pena sottolineare quest’ultimo aspetto: l’intento del progetto è l’insegnamento della lettura e della scrittura di base ATTRAVERSO la lingua italiana seconda, che ne è quindi il “medium” naturale dell’interazione tra nativi e non nativi ma non l’obbiettivo principale. 

Avere chiaro questa opzione di campo e, come vedremo, di modelli e di metodo, è molto importante per un utilizzo consapevole del materiale.

Non sarà sfuggito ai docenti alfabetizzatori, destinatari di entrambi i volumi “Leggi e scrivi1 e 2, a prescindere dalla loro collocazione istituzionale (CPIA, CAS, SOPROIMI, progetti del Terzo Settore, ambiti del Volontariato...), come l’attenzione per una migliore definizione degli apprendenti analfabeti e di una didattica ad essi dedicata sia in fase di lento ma costante incremento in questi ultimi anni. 

Il mercato editoriale offre, anche recentemente, diverse proposte sia teoriche, sia pratiche, provenienti anche da ambiti accademici.

Si tratta, soprattutto, di proposte ancora fortemente caratterizzate da modelli e attività di matrice quasi esclusivamente glottodidattica, nelle quali la centralità dell’apprendimento linguistico, con l’oralità in primo piano, rivolto ad apprendenti analfabeti e con scarsa scolarizzazione, ne costituisce il “focus” principale.

Già qualche tempo fa, constatando l’incremento della presenza di apprendenti analfabeti nei corsi di lingua per adulti stranieri,

Fernanda Minuz esprimeva le seguenti indicazioni: “...l’insegnamento delle lingue deve essere affiancato da un percorso di alfabetizzazione, cioè di accesso alla lingua scritta... …un insegnamento che deve guardare anche agli approcci propri dell’educazione degli adulti, e in particolare dell’alfabetizzazione degli adulti in L1, con la quale però non può coincidere”(in: Borri, Minuz, Rocca, Sola: Italiano L2 in contesti migratori – sillabo e descrittori dall’alfabetizzazione all’A1 – Loescher 2014). 

 

Condividiamo tale osservazione, che del resto è di tutta evidenza a chi faccia esperienza di insegnamento ad adulti stranieri analfabeti con l’intento di alfabetizzarli, ma dobbiamo anche riconoscere la necessità di integrare le nostre competenze glottodidattiche con un’altra competenza, quella di una didattica per l’ALFABETIZZAZIONE

Cosa dobbiamo intendere con questa espressione? 

Come già precisato nel precedente volume (Leggi e scrivi 1), l’ALFABETIZZAZIONE propriamente detta va intesa come l’insegnamento/apprendimento della lettura e della scrittura da parte di persone non madrelingua, per raggiungere un'autonomia nell'uso di di base dell’alfabeto neolatino e delle convenzioni ortografiche e fonologiche dell’Italiano come L2, nei diversi contesti d’uso o domini: privato, pubblico, occupazionale, formativo. 

L’apprendimento della letto-scrittura e dell’Italiano L2  si definiscono quindi come percorsi distinti e complementari, solo parzialmente sovrapponibili. È condivisibile quindi quanto afferma il Prof. Paolo Nitti:

L’alfabetizzazione rappresenta un settore di studio liminare, al confine fra la psicologia del linguaggio, la pedagogia e la linguistica acquisizionale (Minuz 2005), in quanto riguarda i meccanismi di funzionamento della mente umana, i percorsi di formazione, poiché, a differenza di molte altre abilità e competenze connesse con la lingua, non sarebbe possibile acquisire la lettoscrittura autonomamente, senza che si verificassero interventi formativi da parte di terzi (Ong 2014), e i fattori relativi all’oggetto di applicazione: la lingua scritta.  Se nel corso dell’ultimo cinquantennio gli studiosi di psicologia e di pedagogia si sono dimostrati molto produttivi sul piano scientifico per quanto concerne la descrizione dell’insegnamento e dei processi cognitivi relativi alla lettoscrittura, lo stesso non si può dire per i colleghi di linguistica, più attenti ad altri aspetti di analisi e di studio, fatta eccezione per quanti si occupano di discipline di confine e di glottodidattica (Dixon, Wu 2014)”.  (in: Nitti Paolo. "La semantizzazione nei processi di acquisizione della lettoscrittura. Uno studio sull’ipotesi della SIGNIFIANCE di Gustave Guillaume".  - Studii de Ştiinţă şi Cultură 4:87-96. Volumul XIV, Nr. 4, decembrie 2018) 

 

L’importanza di una formazione che tenga conto di modelli, approcci, metodi di matrice sia glottodidattica, sia psicologico-didattica concepiti specificamente per l’insegnamento della lettoscrittura, risulta quindi cruciale per l’efficacia dell’attività docente.

Ed è su quest’ultimi che il progetto “Leggi e scrivi” ha voluto cercare i suoi fondamenti teorico-pratici.

"Leggi e scrivi" - vol 2 - le parole generative

Alcuni esempi di unità di lavoro...

UNITÁ 5 - parola: "cena"


UNITÁ 11 - parola: " bagno"

leggiescrivi1@gmail.com

                  Leggi e  scrivi 

Percorsi e materiali didattici

per l'insegnamento della lettura e della scrittura

attraverso la lingua italiana

ad adulti non madrelingua

VOLUME 1

pagg. 218

immagini di Pietro Licata

collaborazione di F.Perilli

VOLUME 2 (parte A+ parte B)

pagg. 226

immagini di Pietro Licata

 

progetto "Leggi e scrivi"

di Nereo Turati 

già docente alfabetizzatore

CPIA Vicenza


...richiedi i testi

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti