“I metodi di insegnamento della lettura (attualmente in uso) possono essere ripartiti in tre gruppi

*1> i metodi “sintetici” ai quali appartiene il metodo alfabetico, tutti i metodi fonici, i metodi di lettura diretta delle sillabe; 2> i metodi “analitici”, detti pure metodi ideo-visivi o globali, di cui esistono varianti tra le quali si possono citare quelli che prendono come punto di partenza la parola, la frase o il racconto; *3> i metodi “analitico-sintetici di parole e di frasi, di cui il più tipico è il metodo detto delle “parole normali”.

(L’insegnamento della lettura – XIII conferenza internazionale dell’istruzione pubblica –UNESCO e BIE 1949)

 

*1 - “I metodi sintetici sono i più vicini a quelli tradizionali dell’insegnamento della lettura e della scrittura; è loro comune il principio di procedere gradatamente presentando una lettera dopo l’altra per unirle poi in gruppi fino a formare le parole (…).

(F.Deva - L’insegnamento della lettura e della scrittura – La Nuova Italia 1975, p.36).

 Si tratta quindi di orientamenti metodologici (per lo più sillabici, con prevalenza della pratica orale sulla scritta, ma anche montessoriani e “naturali”) che partono da singoli elementi (lettere, sillabe) per giungere alla loro sintesi in parole e frasi. Ne teniamo conto perché sono i più diffusi nelle esperienze in corso, sia pure con varianti diverse. (vedi: N.Rimoldi: Impariamo a leggere scrivere parlare - Borri/Minuz: Detto e Scritto – Associazione Asinitas – Quaderni delle Scuole Migranti 03/2013 pagg. 9-13 – P.Catanese: Italiano di base ABC - G.Bertelli: Piacere! Manuale per la prima alfabetizzazione).

** (nota)

*3. – “Da essi derivano (dai metodi analitici o globali, cioè) almeno come punto di partenza, i metodi analitico-sintetici (detti anche “misti”…) … essi, infatti, prevedono quasi simultaneamente all’apprendimento globale di parole l’organizzazione della loro scomposizione in lettere (secondo alcuni prima in sillabe) e la successiva ricomposizione delle parole con gli elementi primi, fino all’acquisizione del linguaggio scritto”. (F.Deva - L’insegnamento della lettura e della scrittura – La Nuova Italia 1975, p.37).

 Rivolgendosi ad adulti non madrelingua, tali orientamenti propongono la pratica dell’oralità (o quanto meno dei suoi temi linguistici) e della scrittura in forma copresente anche nelle fasi nascenti dell’alfabetizzazione, dove probabilmente si considera l’aspetto grafico dei fonemi come supporto alla memorizzazione e all’analisi fonologica, condotta prevalentemente in forma sillabica. In molti casi si perviene a quest’ultima a partire da singole lettere, distinte in vocali e consonanti, cosa che li avvicina di più alle tecniche sintetiche che a quelle analitiche. Infatti per formare le sillabe piane, specialmente per scriverle, si parte dai gruppi delle vocali e delle consonanti dati in premessa, esattamente come si fa con i madrelingua. In pratica i materiali realizzati fino a questa fase fanno riferimento ad un approccio sì “misto”, ma fortemente orientato alle tecniche didattiche dei metodi sintetici (sillabici) e ad attività prevalenti di tipo glottodidattico.  (vedi: Borio/Rickler: Piano Piano - P.Casi: L’italiano per me – E.Aloisi/A.Perna: Ataya – ItaStra UniPA: Ponti di Parole - T.Galli: Prealfa-Imparare a imparare)

 

La proposta di “Leggi e Scrivi”, pur rientrando nel novero dei metodi “misti”, sviluppa il percorso di letto-scrittura per “parole generative”, scandito sui livelli “alfabetico” e “ortografico”, secondo il modello stadiale di Uta Frith (1985). 

Le parole proposte sono collocate all’interno di brevi testi/contesti di tipologie diverse (comunicativi, narrativi, informativi), a cui si giunge tramite input iconici e verbalizzazioni stimolate dalle immagini (fase della globalità). 

 

Ogni testo è in connessione, ma non ne è la finalità, con temi linguistici specifici che l’insegnante può decidere o meno di sviluppare attraverso la pratica glottodidattica. Le parole “piene” consentono, attraverso sistematiche attività analitiche e sintetiche successive ma ravvicinate alla fase globale, le analisi fonologica e visiva delle lettere e delle sillabe complesse, necessarie all’esplorazione alfabetica prima e ortografica poi. Le sillabe proposte sono comunque prevalentemente “monosillabi”, ossia elementi dotati di senso e/o di funzionalità linguistica, secondo il criterio della “lettura come comprensione”. La fusione sillabica viene praticata non all’inizio del percorso ma successivamente e in forma spontanea, come modalità per velocizzare lettura e scrittura della parola.

** (nota) - Non tratto qui i metodi “analitici” o globali perchè non praticati in modo significativo nell'alfabetizzazione degli adulti

leggiescrivi1@gmail.com

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Percorsi e materiali didattici

per l'insegnamento della lettura e della scrittura

attraverso la lingua italiana

ad adulti non madrelingua

VOLUME 1

pagg. 218

immagini di Pietro Licata

collaborazione di F.Perilli

VOLUME 2 (parte A+ parte B)

pagg. 226

immagini di Pietro Licata

 

progetto "Leggi e scrivi"

di Nereo Turati 

già docente alfabetizzatore

CPIA Vicenza


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