a> L’insegnamento è prioritariamente in funzione di bisogni e caratteristiche dell’apprendente.  Quindi possiamo considerarlo una forma di “potenziamento” (enpowerment) delle risorse della persona, funzionale al suo “progetto di sviluppo personale”. Leggere e scrivere devono contribuire e armonizzarsi a tale progetto.

 

b> L’insegnamento è una forma di “facilitazione” dell’apprendimento e prevede una negoziazione tra insegnante e apprendente (patto formativo).

 

c> L’apprendente va considerato nei suoi concreti contesti di vita e di esperienza, da cui trarre contenuti e verso cui orientare le attività. Va da sé che l’insegnante deve conoscere questi elementi di base relativi all’apprendente e al gruppo. (vedi anche P.Freire)

 

d> L’apprendimento procede per piccole aggiunte di elementi nuovi su elementi conosciuti, seguendo un ordine naturale”, ossia una successione di elementi collocati in sequenza temporale (facile/difficile, semplice/complesso, noto/ignoto…, come pre-condizioni necessarie per poter acquisire gli elementi successivi. (vedi anche: intake+1 di Krashen - zona di sviluppo prossimale di Vygotskij).

 

e> Il cervello è bimodale (gli emisferi sono specializzati: il sinistro con compiti di natura analitica, sequenziale, logica; il destro con attività di natura globale e simultanea) e lavora in modo “direzionale”, ossia le informazioni vengono comunque elaborate secondo la direzione che va dall’emisfero destro (globalità, analogia, simultaneità) verso il sinistro (analisi, verbalizzazione, logica, sequenzialità). Quindi il cervello non si accontenta della “globalità” ma “mette a fuoco” i particolari (modal focusing), procedendo dal globale all’analitico. (vedi anche Danesi 1988).

Per questo le attività didattiche vanno scandite in tre fasi: globale, analitica, sintetica (GAS).

 

f> L’apprendimento è “significativo” se il contenuto è comprensibile e dotato di senso (per chi apprende e chi insegna) e si alimenta, alimentandola a sua volta, di motivazione.

E l’insegnamento deve attivare “canali percettivi e stimoli emotivi diversi in modo da accrescere la motivazione e la capacità di comprensione dell’apprendente”. (P.Begotti – materiali FILIM);

 

g> la motivazione è il carburante dell’apprendimento, della scolarizzazione, della formazione. Essa muove da elementi diversi (i principali: bisogno, piacere, dovere…), modulati e declinati dalle caratteristiche e dalla complessità di vita di chi sceglie di apprendere. 

 

h> Perché l’apprendimento diventi acquisizione (intesa come esito di conoscenza/esperienza in parte inconscia, basata sulle attività globali ed emotive dell’emisfero destro del cervello integrate da quelle analitiche e razionali  dell’emisfero sinistro, basate sulla memoria a breve/medio termine) bisogna considerare e agire sul “filtro affettivo”, una forma di difesa psicologica, una barriera emotiva che la mente attiva quando l’apprendente è in uno stato di ansia, quando ha paura di sbagliare, di mettere a rischio la propria immagine e quindi viene minacciata l’autostima

leggiescrivi1@gmail.com

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Percorsi e materiali didattici

per l'insegnamento della lettura e della scrittura

attraverso la lingua italiana

ad adulti non madrelingua

VOLUME 1 (livello ALFA)

pagg. 121 + IV

VOLUME 2 (livello preA1)

pagg. 145 + III

immagini di Pietro Licata

copertina di Paolo Zanasco 

progetto "Leggi e scrivi"

di Nereo Turati 

già docente alfabetizzatore

CPIA Vicenza


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