Per esempio: cominciamo da "Io"...

Ecco qualche proposta, espressa sinteticamente, per cominciare l'attività.

 

È ormai pratica  condivisa, perfino scontata, quella di avviare il percorso di apprendimento della lingua2  dalle parole che permettano semplici contatti e, nello stesso tempo,

di definirsi tramite una prima identificazione: quindi ti dico chi sono, mi dici chi sei.

Poi viene dell'altro... il paese...l'età... come va?...e tu?  

 

E allora facciamo lo stesso per imparare a leggere e, un po', anche a scrivere (parola impegnativa, in questa fase! La assumiamo nel significato di "copiare, riprodurre").

Utilizziamo quindi la semplice parola "io", segmento di identità, monosillabo vocalico,  tratto verticale e cerchio, facile da riprodurre, che si accompagna inevitabilmente alla breve bisillaba piana "sono" , seguita dal nome, a formare un brevissimo testo.  Se poi viene dell'altro...tanto meglio!  Le azioni da fare sono: guardare, parlare, leggere, scrivere.

 

Guardare: una serie di immagini di persone che si salutano, che si presentano.

Io ho selezionato la mia sequenza, ma ciascuno eserciterà la sua creatività per proporre personaggi e situazioni conosciute, ma anche no, sorprendenti, dissonanti culturalmente, generatrici di attenzione, partecipazione, confronto (anche non detto) e, infine, verbalizzazione.

Parlare: ma che c'è da dire? Quello che si può! Utilizziamo comunque la domanda-guida:

"(dimmi) Cosa vedi?", variamente articolata, ad esempio, in: "Chi è? Dov'è? Cosa fa?Perchè?" (anche al plurale...). Accettiamo tutto quello che viene dagli apprendenti: ci sarà tempo successivamente per le correzioni: accontentiamoci, al più, di riformulare domande, risposte, espressioni. L'importante è capirsi!

Leggere: teniamo presente che sono migranti, la cui identità giuridica (e quindi legittimata)

è desumibile dai DOCUMENTI. Proponiamone qualcuno: carta d'identità, permesso di soggiorno, passaporto, tessera sanitaria, passaporto (se c'è...ma va bene anche se di altri). Anche quelli sono testi. Poi passiamo al nostro, di testo:  leggiamo di Anna e di Ali...

Scrivere: cosa? La data  nel quaderno (io ho il mio "standard" ma non dovrebbero mancare: luogo, numero e nome del giorno della settimana, mese, anno). Il proprio nome e cognome.

Poi si possono scomporre le parole, completarle, analizzarne somiglianze, differenze, numero e posizione delle lettere... tutto quello che serve a memorizzarle, con maggiore riguardo a "io", la nostra prima parola generativa. Ricordiamoci comunque che accanto a questo, che è un apprendimento esplicito, dichiarato, intenzionale, passano nella memoria - in forma implicita, "surrettizia" -  anche altri elementi lessicali, altrettanto importanti.

 (ha collaborato alla immagini dell'unità 1 F.Perilli )